Teatrocosì
 Teatrocosì

Si è ufficialmente concretizzato ciò che nell’aria da tempo, frutto della spinta di molte voci che entusiasticamente hanno voluto recuperarne la “memoria storica”, si è data recentemente forma giuridica all’associazione culturale “TEATRO COSI’”.
Il test di prova, costituito dalla realizzazione di “ZIO VANJA”, una delle opere di Cechov; il grande successo di pubblico e critica , la necessità di continuare ad assaporare emozioni, cultura ed aggregazione fra i componenti vecchi e nuovi, sono stati i motivi primari per questa rinascita.Non a caso nel LOGO dell’associazione è stato inserito il bucaneve, il primo fiore a sbocciare dopo l’inverno.
Si perché, per vent’anni, questo gruppo ha affidato ai ricordi, un periodo colmo di creatività ed emozioni difficile da dimenticare. Sicuramente rischiando di omettere qualcosa, citiamo brevemente alcune delle realizzazioni che hanno visto coinvolto praticamente tutto il paese, facendone conoscere e stimare oltrechè in Lombardia (“Recitarcantando” con sponsor la Regione stessa) il Veneto (visite ed attestati di stima in più riprese dell’allora direttore degli allestimenti scenici dell’Arena di Verona, l’architetto Vittorio Rossi) e l’Emilia Romagna (tramite “Gli amici della Lirica” che vollero Teratrocosì e le sue realizzazioni in diversi centri fra cui Carpi, Scandiano, Guastalla, Correggio ecc.). Con la tecnica del Play-Back, realizzando in casa scene e costumi furono allestite, infatti, nientemeno che opere liriche fra cui due edizioni di Rigoletto (G. Verdi), tre di Cavalleria Rusticana (P. Ma scagni), due edizioni di Tosca (G. Puccini), i Pagliacci (R. Leoncavallo), Il Barbiere di Siviglia (G. Rossigni), La Boheme (G. Puccini).
Intercalate ad esse, furono realizzate anche commedie dialettali che, assieme alle Opere liriche, furono rappresentate negli anni in decine di repliche. Grazie alle innumerevoli trasferte, tutte segnate da indiscusso plauso, Teatrocosì era cresciuto e diventato perciò “famoso”. Citiamo le più significative:
Chi da nualtar la taca mia (F. Campogalliani), Callisto Miseria (U. Spadoni-W. Marescotti), l’anima Travasada (G. Bestini), La fortuna l’è sorda (R. Zago), L’hotel del libero scambio (G. Feydeau)
La conferma della fama raggiunta, si ebbe con le migliaia di persone che parteciparono alla “Estate sull’aia”, un appuntamento annuale cresciuto in modo esponenziale che, grazie alla disponibilità delle Sig.re Metella ed Emanuela Roveri veniva ripetuta ogni anno presso la loro accogliente corte agricola. Del tutto autosufficiente, Teatrocosì si attrezzò per il meglio, sia nelle cucine, che negli spazi esterni ed il “colpo d’occhio”, l’atmosfera ricreata, la fantasia di queste feste, è rimasta nel cuore di tutti. Ma, la “forza propulsiva” del gruppo, è ricordata anche nelle collaborazioni che ha avuto con le Amministrazioni Comunali precedenti, con la Parrocchia e con la Società Sportiva, contribuendo, finanziandolo, alla costruzione del primo campo sportivo.
Bentornato, dunque Teatrocosì, questa amministrazione è orgogliosa d’aver contribuito alla sua rinascita. Certo è sorprendente che, senza strutture (non esiste più un teatro, un laboratorio) ci sia ancora la voglia di fare. Non è un paradosso, per fare cose intelligenti basta poco e lo si è visto anche attraverso la collaborazione di Teatrocosì con l’Istituto Comprensivo del Po.
Con i ragazzi delle scuole Medie di Revere, in tre anni, si sono prodotti tre spettacoli di alto livello:
“La Passione”, “Il circo della Luna” e “Opera Omnia”.
Ci sarà un significato, una logica a tutto questo da farsi: uscire dagli schemi! La cultura è questa. Tutto il resto non conta nulla, perché è già vecchio, ripiegato e perciò, superato. Se non fosse così, se non ci fosse l’impegno continuo del cercare, nel creare, nel confrontarsi in modo intelligente, l’uomo sarebbe ancora dentro alle caverne, attorno ad un fuoco a rosicchiare ossa. Per questi motivi, negli impegni prossimi futuri, Teatrocosì, ha in programma una grande retrospettiva di foto, documenti, immagini, cimeli di oltre vent’anni di attività. Un’Amarcord suddiviso in due serate, dove si potrà piacevolmente e in modo raccolto, cenare, conversare e ricordare…
Ha accettato, di nuovo, di collaborare per l’anno scolastico 2005-2006, con le scuole Medie e L’amministrazione Comunale di Revere, per l’allestimento di un nuovo progetto al quale parteciperà anche la nostra Amministrazione.
Possiamo anticipare il titolo e l’argomento “Francesco”. Un omaggio alla grande figura del Santo, recentemente eletto a “simbolo di pace”, per tutte le genti e religioni del mondo.
Infine, ma questo progetto è top-secret, una nuova messa in scena, molto impegnativa, da concretizzarsi nel 2006 e che vedrà, sulla locandina, il nome del più grande autore teatrale di tutti i tempi. Ma ciò che importa sarà il coinvolgimento di ragazzi giovani che, con entusiasmo, hanno già aderito al progetto e questa Amministrazione, ovviamente sarà al loro fianco.