Fondazione Aiutiamoli a vivere
 Fondazione Aiutiamoli a vivere

Ogni anno decine di migliaia di famiglie italiane ospitano i bimbi provenienti dalle zone di Chernobyl. La maggior parte di loro torna negli anni successivi presso la stessa famiglia dove sono stati ospitati negli anni precedenti e con la quale si è instaurato un bellissimo rapporto di amicizia e solidarietà sia con loro che con i loro familiari.
Nelle zone contaminate di Bielorussia. Ukraina e Russia vivono ancora centinaia di migliaia di bambini che hanno la necessità di uscire dalle loro zone per il periodo estivo e sperano che una famiglia italiana possa ospitarli almeno per un mese.
Non chiedono aiuti economici ma soltanto la nostra ospitalità, il nostro affetto e soprattutto non vogliono sentirsi “soli”.
A distanza di quindici anni dal disastro, nonostante l’evacuazione di una piccola parte della popolazione, sono ancora moltissimi i bambini e le famiglie costrette a vivere nelle zone colpite dal fall-out. Più di 200 mila bambini nella sola regione di Gomel al sud della Bielorussia abitano in aree definite “altamente contaminate”.
La disastrosa economia di questi stati dell’ex Unione Sovietica, non consente di importare dall’estero alimenti “puliti”, per cui la gente di queste zone, per vivere, è costretta a nutrirsi di cibi da loro prodotti e coltivati in terreni con una contaminazione radioattiva anche 8000 volte superiore alla soglia di rischio. I bambini in fase di sviluppo continuano giorno per giorno ad incamerare nel proprio organismo sostanze radioattive che possono portare il loro organismo a sviluppare terribili malattie come tumori, leucemie ecc.
L’unico rimedio sino ad ora conosciuto è quello di allontanare periodicamente questi bambini dalle loro zone di residenza consentendo loro di smaltire, seppur parzialmente, una certa quantità di radiocontaminazione incamerata nell’organismo.
Offrire ai bimbi, la possibilità di respirare aria pulita, mangiare cibi sani, anche solo per brevi periodi, li aiuta a recuperare le difese immunitarie venute meno a causa della loro condizione di vita e riduce i rischi di ammalarsi.
Dati scientifici e oggettivi confermano il reale beneficio di queste accoglienze a scopo terapeutico.
Il risvolto umano consente l’instaurazione di rapporti di intensa amicizia e collaborazione a sostegno terapeutico e psicologico di questi nostri piccoli e sfortunati amici.
COME OSPITARE
Per ospitare un bimbo di Chernobyl, lo si può fare privatamente oppure attraverso una associazione di volontariato.
NON SERVE
- avere una casa grande
- avere grandi disponibilità finanziarie
- avere necessariamente dei figli piccoli
- conoscere la lingua russa
È NECESSARIO
- garantirgli vitto, alloggio e tanto affetto
- avere un po’ di tempo da dedicargli
- renderlo partecipe della quotidianità familiare
SOLITAMENTE SI PUO’ RICHIEDERE
- di ospitare un maschietto o una bimba. L’età, consentita và dagli 7 anni in poi.
NON BISOGNA
- pensare che i bimbi siano portatori di malattie che possano nuocerci: il problema purtroppo è solo loro.
Centinaia sono le associazioni in Italia che dedicano la loro attività prevalente per consentire di ospitare questi bambini.
Ognuna di loro ha la propria etica, dei programmi e degli obiettivi che seppur differenti in alcune parti, mirano in modo esclusivo a dare aiuto diretto o indiretto a dei bambini.

L’iter per ospitare in casa propria questi bimbi è abbastanza complesso e richiede una organizzazione logistica nei paesi di origine per consentire la preparazione dei documenti di espatrio, la prenotazione dei voli charter. La maggior parte delle associazioni italiane si appoggiano ad altrettante associazioni referenti in Bielorussia. Ukraina e Russia.
Ogni anno, a tale scopo, vengono ospitati in Italia più di 3Omila bambini, per periodi che vanno in media da uno a tre mesi, soprattutto in estate.
Non esistono vincoli particolari per l’ospitalità temporanea. Possono ospitare famiglie con o senza figli, di qualsiasi età e religione, singole o coppie di fatto purché residenti in Italia.
Nel caso si volesse intraprendere questa bellissima esperienza di ospitalità temporanea vi invitiamo a contattare il Comitato di Pieve di Coriano — Revere — Ostiglia della Fondazione Aiutiamoli a Vivere telefonando allo 0386 39425 oppure allo 0386 800458 che opera sul territorio da oltre 8 anni.