Il fiume Po
Il fiume Po

E' il maggior fiume italiano, (652 km). Nasce a 2020 m dal Pian del Re, sul versante nord-orientale del Monviso (Alpi Cozie); attraversa la pianura che da essa prende il nome (Padana) e sfocia nel mare Adriatico, formando un vasto delta ramificato. Il suo bacino imbrifero misura circa 74.970 kmq e interessa anche in parte il territorio elvetico. I principali affluenti si sinistra sono: il Chisone-Pellice, la Dora Riparia, la Stura di Lanzo, l'Orco, la Dora Baltea, la Sesia, l'Agogna, il Ticino, il Lambro, l'Adda, l'Oglio, il Mincio; di destra: la Varaita, il Tanaro, la Scrivia, la Staffora, il Taro, la Secchia, il Panaro. La portata max è di circa 8.900 mc/s, con punte raggiunte nel 1951 e nel 2.000 di circa 11.000 m3/s, la portata minima e di circa 270 m3/s e la media di circa 1.500 m3/s. Il Po è navigabile dalla confluenza del Ticino fino alla foce. I porti fluviali più attivi sono quelli di Piacenza, Cremona, Borgoforte, Revere, Ostiglia, Pontelagoscuro.
La diminuzione della pendenza dell'alveo nella parte terminale ha come effetto il deposito dei detriti che innalzano il letto del fiume, il quale si trova così a scorrere ad un livello più elevato rispetto alle zone circostanti: per contenere le acque sono stati costruiti argini. La zona situata presso il delta è abitata principalmente da marinai e pescatori. Nelle acque del Po viene praticata la pesca; a essa si fa pure ricorso per la produzione di energia elettrica.

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Cenni storici sulle piene del fiume PoCenni storici sulle piene del fiume Po

La prima grande piena che si narra, risale al 108 a.c. e provocò migliaia di vittime. Quindi si ha notizia di altre piene disastrose avvenute nel 589 e nel 702 d.C. con rotta del Po provocata dai soldati di Federico per difendersi dagli eserciti di Teodorico. La prima vera rotta risale al 1150 nel ferrarese così come avvenne successivamente nel XIII, XIV e XV secolo. Una piena notevole è stata quella del 1493, tra l'altro menzionata anche dall'Ariosto. 
Arrivando più vicini ai nostri giorni si ricordano 22 piene nel XVI secolo, 14 nel XVII e nove nel XVIII. La più terribile fu quella del 1705 con danni e rovine ovunque. Nel XIX secolo si distinguono 19 piene di cui 6 più gravi: 1801, 1839, 1846, 1857, 1868 e 1872. Nel XX secolo, infine, le piene più importanti sono quelle del 1926 (due), 1928, 1937, 1945, 1949, 1951, 1953, 1957, 1959, 1966, 1968, 1976, 1977, 1986, 1993, 1994 e, senz'altro, 2000.
Ovvio che le piene più documentate sono quelle di quest'ultimo secolo. La piena più grave è stata quella del 1951 con rottura ad Occhiobello e della quale sono state ricostruite a tavolino i livelli idrometrici che si sarebbero avuti nel caso che il Po non avesse rotto. La piena del novembre 1951 è stata caratterizzata da precipitazioni che hanno interessato tutto il bacino anche se non hanno raggiunto, salvo che su qualche zona, concentrazioni eccezionali. Il periodo precedente al 14 novembre, giorno in cui si è verificata l'altezza idrometrica massima a Pontelagoscuro (m 4,80 ricostruita con portata di 11.000 mc/sec), fu abbastanza piovoso e, infatti, il mese di ottobre espresse precipitazioni superiori alla norma ponendo le premesse favorevoli alla esaltazione di fatti alluvionali.
Per quanto riguarda il 2000, la piena è stata considerata la più grande del secolo, con una portata di 11.500 mc/sec.



 
L'attracco fluvialeL'attracco fluviale

Inaugurato nel giugno 2005 al cospetto di tutte le autorità locali e provinciali, il nuovo attracco fluviale di Pieve di Coriano. L'opera, realizzata in località Paleotta sull'argine maestro est del Po, è una grande occasione per la crescita economica e turistica del Comune. La gestione della struttura è affidata alla canottieri pievese - circolo nautico "Ilcormorano". L'associazione nasce come centro permanente a carattere volontario e democratico, senza alcun fine di lucro, e operante per fini ricreativi e sportivi per l'esclusivo soddisfacimento di interessi collettivi.
L'idea della nascita di un attracco fluviale a Pieve di Coriano nasce per sfruttare a pieno il Po che, oltre ad essere il più grande fiume italiano per lunghezza e portata, costituisce, insieme ai suoi numerosi affluenti, l'unico vero sistema fluviale della penisola, che, di giorno in giorno è sempre più rivalutato.