La chiesa Matildica
La chiesa Matildica

Matilde di Canossa, i cui domini si estendevano da Chiusi fino a Mantova, compresa la grandezza morale e spirituale del papa Gregorio VII, mise a disposizione del papato le sue truppe nella lotta contro l'impero, pur rimanendo intenta alle opere di pietà e alla edificazione di chiese per le pratiche religiose degli abitanti delle sue terre. Fu proprio in questo luogo, si dice, che Matilde abbia sconfitto l'esercito di Enrico IV e riconoscente per la vittoria, costruì in onore di Maria Assunta, alla vigilia della cui festa era iniziata la battaglia, questa chiesa e volle che fosse consacrata da S. Anselmo da Lucca, suo confessore e consigliere.

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Cenni storiciCenni storici

Per quanto riguarda la data di erezione della Pieve, da alcuni marmi posti in facciata, si può leggere: "A Dio Ottimo e Massimo e alla Beata Vergine Maria in cielo Assunta. Eretta nell'anno 1082 dalla Contessa Matilde". Certamente dati storici attendibili non se ne sono ancora trovati, tranne una annotazione del parroco Vincenzo boni nel registro dei battesimi alla data 29 Aprile 1683 che riporta all'anno 1092 la fondazione della chiesa. Tuttavia per le somiglianze artistiche con le chiese di S. Lorenzo di Pegognaga e di S. Fiorenti di Nuvolato, edificate negli anni 1080-1085, si ritiene che anche la nostra chiesa sia di quel periodo.

La vita di Matilde di Canossa
La gran Matilde Contessa di Canossa è nata a Mantova nel 1046, da Bonifacio, Duca e Marchese di Toscana, e da Beatrice di Lorena, i suoi due fratelli maggiori muoiono in giovine età. Sposa nel 1069 Goffredo III il Gobbo duca di Lorena, che abbandona nel 1071 per tornare definitivamente in Italia, resta comunque vedova, quando il marito nel 1076, viene assassinato. Alla morte della mamma, il 18 aprile 1076, diventa marchesa di Toscana. A Canossa nel 1077 diventa mediatrice determinante di pace fra il re di germania Enrico IV di Franconia suo cugino, (scomunicato) e il papa Gregorio VII. Enrico IV nel 1081 a Lucca la giudica "rea di lesa maestà" mettendola al bando dall'impero.



 
Interno della ChiesaInterno della Chiesa

La chiesa ha una armonica pianta basilicale, con tre navate e tre absidi semicircolari scandite da semicolonne. I muri della navata mediana hanno arcate a tutto sesto poggianti su otto colonne in cotto con capitelli scantonati, pilastri cruciformi scandiscono la zona presbiteriale dalla navata plebana. Il tetto è sostenuto da travature a vista e l'interno riceve luce da monofore strette e strombate. La chiesa pervenne nelle sue forme originali fino al 1538 quando il parroco Sicheo degli Uberti trasformò le linee romaniche in architetture rinascimentali. Dal 1911 si pose mano al restauro dell'interno. Fu demolita la volta a botte che aveva relegato nella soffitta le monofore e le capriate. Dopo l'atterramento delle scialbature, si constatò che tutto l'interno era affrescato. Purtroppo fu riportato tutto a pietra vista, rovinando testimonianze di arte e di fede popolare pervenute a noi nel corso dei secoli. Nella navata di sinistra furono abbattute le cappelle e chiusa una grande finestra. Pure nell'abside centrale furono chiusi i due finestroni, abbattuto il campanile eretto sull'abside di destra e otturate le finestre al centro delle absidi minori. All'esterno tuttavia le tre absidi riportano ancora la decorazione in cotto originale. 



 
Affresco S. Agnese, affresco parietale di epoca rinascimentaleAffresco S. Agnese, affresco parietale di epoca rinascimentale

Il cristiano che entrava nella pieve, non vi trovava solo un luogo di preghiera, ma anche di catechesi visiva: attraverso le immagini si trasmetteva un insegnamento e si richiamavano realtà invisibili. Vi erano dipinti episodi dell'Antico e del Nuovo testamento, figure di Santi che accompagnavano con il loro esempio e la loro intercessione il cristiano nel suo avvicinarsi a Dio, dipinto al centro dell'abside in atteggiamento di giudice imparziale e severo. Un senso di timore e riverenza coglieva l'orante. Le absidi laterali erano invece deputate alla conservazione del Santissimo Sacramento (sacrario) e alla venerazione delle reliquie dei Santi e custodia dei vasi sacri per la liturgia (sacrestia). Dalla affrescatura superstite possiamo conoscere a quale ruolo erano deputate le absidi. 
L'abside di destra era il sacrario per il Corpo di Cristo. Nel catino è dipinta la Crocefissione: nel mistero eucaristico si rinnova il sacrificio della croce. Sulla parete di destra è raffigurata la cena di Betania. Questa è l'abside che richiama la persona di Gesù: per noi Redentore morto sulla croce, presente nell'eucarestia come cibo, trasmette a noi la sua dottrina nel magistero della Chiesa come maestro.
Nell'abside di sinistra si trovava la sacrestia ed era associata la venerazione dei Santi. Nel catino con il Cristo glorioso attorniato dai simboli degli evangelisti è raffigurata la Chiesa trionfante. 
Nel tamburo i patroni della chiesa militante: Rocco e Sebastiano. Al centro probabilmente era dipinta la titolare della pieve: la Vergine in trono. Sulla parete di sinistra alcune figure di Santi e della Vergine Maria accompagnano il credente S. Caterina d'Alessandria, S. Antonio Abate, S. Lucia, S. Agnese, S. Donato. 
In sintesi in questa abside è richiamata l'opera dello Spirito Santo che sostiene e anima la chiesa: la comunità cristiana cammina su questa terra sostenuta dall'esempio e dal patronato dei Santi verso l'eternità dove Cristo regna glorioso.



 
Il CrocefissoIl Crocefisso

Il Crocefisso è del secolo XVI, in legno scolpito, con alcune parti rivestite in foglia d'oro. Stupenda è l'espressione del volto; ancora agonizzante, con gli occhi socchiusi, sembra che il Cristo voglia proferire alcune parole.



 
Affresco del secolo XVI - La volta dell'absideAffresco del secolo XVI - La volta dell'abside

Affresco del secolo XVI. La volta dell'abside. Sulla pagina del Vangelo, in mano al Cristo è scritto «Ego sum lux mundi...» (Io sono la luce del mondo...). Nei due ovali a fianco della mandorla, S. Matteo (l'angelo) e S. Giovanni (l'aquila); sulla sinistra S. Marco (il leone alato), sulla destra S. Luca (il vitello alato).



 
Affresco del secolo XVI - La mano sinistra di maria sulla coscia del BambinoAffresco del secolo XVI - La mano sinistra di maria sulla coscia del Bambino

Affresco del secolo XVI. La mano sinistra di maria sulla coscia del Bambino è di una leggerezza straordinaria. Il volto della Madonna è atteggiato a composta dolcezza. In basso, a destra, le mani congiunte di un orante che ci fanno ricordare la composizione della Madonna della Vittoria di Andrea Mantegna.



 
Affresco del XII secolo - Abside maggiore, Cristo PantocratoreAffresco del XII secolo - Abside maggiore, Cristo Pantocratore

Affresco del XII secolo. Abside maggiore, Cristo Pantocratore. E' il più antico affresco della Pieve, unico superstite di tutta l'abside affrescata.



 
Affresco raffigurante S. Antonio - secolo XIVAffresco raffigurante S. Antonio - secolo XIV

Affresco raffigurante S. Antonio - secolo XIV



 
Affresco di epoca rinascimentale raffigurante S. DonatoAffresco di epoca rinascimentale raffigurante S. Donato

Affresco di epoca rinascimentale raffigurante S. Donato